Fondazione Frisone:
protocollo intesa
con Iscmns ed Hera
Un protocollo d’intesa per la creazione di un polo d’eccellenza per ricerche nel campo della fisica nucleare nella materia condensata, la cosiddetta fusione fredda, sarà siglato nei prossimi giorni tra la Fondazione Frisone di Catania, l’associazione internazionale Iscmns (International society of condensed matter nuclear science), che ha sede a Londra, e la Hera (Hydrogen energy research agency) di Velletri.
Lo hanno annunciato a Catania, al termine del convegno internazionale sulle Anomalie nei metalli caricati con idrogeno e deuterio, il presidente della Fondazione Frisone on. Salvo Fleres, il dottor Bill Collis, presidente dell’Iscmns, e il prof. Paolo Tripodi, direttore ricerche e sviluppo della Hera. Tutti hanno sottolineato come dal protocollo d’intesa nasceranno in tempi brevissimi diversi progetti finalizzati alla ricerca nel campo dell’energia pulita.
“Già nelle prossime settimane – ha spiegato il prof. Tripodi – la nostra società trasferirà una serie di apparecchiature scientifiche nei laboratori della Fondazione Frisone. Poi, in collaborazione con scienziati italiani e stranieri aderenti alla Iscmns, cominceremo subito la sperimentazione nei sistemi metallo-idrogeno”.
Alla prestigiosa Iscmns, aderiscono più di 170 fisici nucleari di 24 Paesi del mondo, e fra questi il professor Martin Fleischmann, che con Pons, nel 1989, scoprì la fusione fredda e Brian Josephson, vincitore del Nobel per la Fisica a soli 22 anni.
“I sistemi che studieremo – ha aggiunto Tripodi - sono alla base di importantissime applicazioni tecnologiche nel campo dell’energia: reazioni nucleari pulite, fuel cell - le celle a combustibile - che da idrogeno e ossigeno producono elettricità, eccetera. Ma anche di applicazioni nel campo del monitoraggio e della bonifica ambientale come i microsensori per idrocarburi e sostanze inquinanti e i sistemi di filtrazione di gas industriali”.
“Per progredire nella scienza – ha affermato Collis – occorrono soprattutto scambi tra le comunità di scienziati, oltre che apparecchiature e supporti per verificare le teorie. Ecco perché, con questo protocollo d’intesa, credo che siamo sulla strada giusta”.
“Attribuisco grande importanza – ha detto da parte sua Fleres – al fatto che la Regione Siciliana, attraverso la Fondazione Frisone, dia il proprio contributo alla ricerca di fonti di energia pulita e di sistemi per combattere l’inquinamento. Una scelta di grande importanza politica oltre che scientifica. Ritengo importante inoltre che il protocollo preveda l’utilizzo di giovani ricercatori siciliani”.
Al convegno, di Catania, organizzato dalla Fondazione Frisone e dall’Iscms, ha partecipato un centinaio di scienziati provenienti da tutto il mondo, e tra questi alcuni italiani universalmente considerati come i maggiori esperti mondiali di fusione fredda: il catanese Fulvio Frisone – che, tetraplegico dalla nascita, è considerato un po’ lo Stephen Hawking italiano –, direttore scientifico della Fondazione della Regione siciliana che porta il suo nome, e i sei ricercatori dell’Istituto di Fisica nucleare di Frascati, tra cui il prof. Antonio Spallone.